Agenda Onu sostenibilità: semaforo rosso per le città italiane

Le città italiane meritano solo 5 semafori verdi e 12 rossi. La strada per raggiungere l’Obiettivo dell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile è ancora lunga. Se il giallo indica che la valutazione è incerta, e il rosso che la condizione è negativa o divergente rispetto all’obiettivo, il verde indica che l’obiettivo è stato centrato. Questo è il metodo impiegato nel Rapporto Asvis 2018 per valutare il posizionamento delle città rispetto ai principali obiettivi della declinazione urbana degli SDGs (gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030), contenuta nel documento ASviS-Urban@it, L’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile. Obiettivi e proposte.

I 5 semafori verdi…

Per la valutazione sono stati presi in esame 17 indicatori. Solo per cinque di essi l’andamento è positivo. Si tratta della povertà (Obiettivo 1), delle abitazioni (Target 11.1), dell’energia (Obiettivo 7), della raccolta differenziata dei rifiuti (Obiettivo 12) e della sicurezza (Obiettivo 16).

Nel caso della povertà (persone a rischio di povertà ed esclusione sociale), le città mostrano un andamento più favorevole rispetto a quello medio nazionale, decisamente negativo, in quanto tra il 2015 e il 2016 si è registrato un aumento del numero di persone in queste condizioni nelle aree meno densamente popolate, mentre per la qualità delle abitazioni, la raccolta differenziata dei rifiuti e la sicurezza l’andamento appare coerente con quello nazionale.

…e i 12 semafori rossi

Per 12 obiettivi l’andamento è negativo, riferisce Adnkronos. Ma se per l’abbandono scolastico (Target 4.1) e i laureati (Target 4.3) si è registrato un andamento positivo rispetto all’anno precedente tale tendenza non appare sufficiente per raggiungere gli obiettivi, che prevede per il Target 4.1 una soglia al di sotto del 10%, e il 40% di laureati (fascia d’età 30-34 anni). Per la parità di genere (Obiettivo 5), l’acqua, percentuale di dispersione nelle reti idriche (Obiettivo 6), occupazione (Obiettivo 8), uso di Internet (Target 9.c), mobilità (Target 11.2), consumo di suolo (Target 11.3 e 15.3), cultura (Target 11.4), qualità dell’aria (Target 11.6) e verde (Target 11.7) l’andamento è negativo, coerente con quello nazionale.

Nessuna città raggiunge più dell’80% della sostenibilità complessiva

Il report di ASviS cita anche l’Italian SDGs City Index (indice sintetico sulla sostenibilità dei Comuni capoluogo di Provincia). Basandosi sulla metodologia già utilizzata per l’elaborazione del Global Sdg Index e dello US City Index, l’indice italiano mostra che fissando al 100% il pieno raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Onu, mediamente le città italiane hanno raggiunto un valore pari al 53%. In particolare, nessuna città ha raggiunto più dell’80% della sostenibilità complessiva. Ma nessuna si trova in una condizione di piena insostenibilità, cioè al di sotto del 20%.