Italiani, in cucina proprio no: aumentano del +2,2% i take away

Chi l’ha detto che gli italiani sono un popolo di cuochi appassionati? Pare proprio che il binomio classico italiano-cucina stia scricchiolando un po’. Alleno così dicono i dati di mercato: sono infatti aumentate del del 2,2% le imprese che producono piatti pronti, precotti e take away, portando a 37.040 le attività del settore in Italia attive nel 2017, contro le 36.253 del 2016. Questa tipologia di impresa pesa per il 38,1% sul totale di quelle del settore alimentare nazionale.

Lombardi poco ai fornelli

La crescita viene confermata dalla Lombardia, che concentra il 15,4% delle aziende di piatti pronti e take away a livello nazionale e aumenta del 2,2% in un anno raggiungendo nel 2017 le 5.702 imprese attive. Roma è prima con 2.949 attività (+3,7%), seguita da Milano con 1.807 (+3%) e Torino con 1.515 (+1,7%). Lo rivela un’indagine della Camera di Commercio di Milano, elaborata su dati del registro imprese riferite sia al primo trimestre 2017 sia allo stesso periodo del 2016.

Un settore che cresce in tutto il paese

In generale è tutto il sistema alimentare italiano, e quello lombardo non fa eccezione, a crescere: +1% in un anno, superando le 97 mila imprese in Italia e sfiorando le 12 mila in Regione. Roma e Napoli guidano la classifica italiana con quasi 5.100 imprese ciascuna (5,2% del totale italiano), seguite da Milano (3.493, 3,6%) e Torino (3.167, 3,3%). In Lombardia, dopo Milano, vengono Brescia (1.674 imprese) e Bergamo (1.369). Tra i settori più ampi, considerando i valori assoluti, spiccano i dati relativi alle imprese che producono pasti da asporto con 35.477 attività in Italia e 5.494 in Lombardia, i produttori di pane e prodotti di pasticceria (29.417 italiani e 3.325 lombardi) e i produttori di paste alimentari e cous cous (4.898 e 366).

Quante specialità

Ovviamente, anche in questo caso vale il detto regione che vai specialità che trovi. Tra le principali eccellenze delle regioni italiane, la Campania è prima nella lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi (20% circa nazionale tra i vari settori) e nella produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie (21,3%). L’Emilia Romagna è in pole position per produzione di prodotti a base di carne (27,3%), la Sicilia nella lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi (22%), la Puglia nella produzione di vini (17,2%). La Lombardia, infine, conquista il podio  nella produzione di margarina e di grassi commestibili simili (43%), bevande analcoliche e acque (15,6%) e produzione di piatti pronti (15% circa tra i vari settori).