Gaming disorder, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo riconosce come patologia

La notizia era nell’aria già da alcune settimane, ma adesso arriva l’ufficialità.L’OMS – l’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha deciso formalmente di inserire la dipendenza da videogiochi nella prossima revisione della International Classification of Diseases, la ‘lista ufficiale’ delle malattie, prevista per metà anno. Lo ha annunciato la stessa Organizzazione in un post sul proprio sito.

Gaming disorder, di cosa si tratta?

“Il ‘gaming disorder'” si legge nella nota dell’Oms “racchiuderà una serie di comportamenti caratterizzati da una mancanza di controllo sul gioco, dalla precedenza data al gioco rispetto alle altre attività e interessi quotidiani, e all’escalation del problema nonostante il manifestarsi delle conseguenze negative”. “Per arrivare alla diagnosi il problema comportamentale deve comportare una significativa compromissione delle funzioni personali, familiari, sociali e occupazionali per almeno 12 mesi” spiega il sito.

Non necessariamente una patologia

“Gli operatori sanitari devono riconoscere che la dipendenza da giochi può avere conseguenze molto serie per la salute – ha dichiarato Vladimir Poznyak, del dipartimento per la salute mentale e l’abuso di sostanze dell’Organizzazione -. La maggior parte delle persone che gioca i videogame non ha questo problema, come la maggior parte di chi consuma alcol non lo fa in modo patologico. Tuttavia in alcune circostanze l’abuso può portare a effetti avversi”.

I segnali da non sottovalutare

Sempre l’OMS fornisce precise indicazioni per individuare il il gaming disorder, indicando anche delle caratteristiche chiave. Le principali sono:

– mancanza di controllo sul gioco;

– crescente priorità data al gioco su altre attività e interessi quotidiani;

– aumento del tempo dedicato al gioco nonostante si manifestino conseguenze negative.

Prima che venga emessa la diagnosi di malattia, la dipendenza da videogiochi deve manifestarsi in modo da impattare da almeno 12 mesi in modo negativo sulla vita familiare, personale, sociale, di studio o di lavoro.

In diversi paesi rappresenta già un’emergenza

L’inserimento della malattia segue lo sviluppo di programmi di trattamento in molte parti del mondo. “L’inserimento porterà ad una maggiore attenzione ai rischi di sviluppare il problema e allo sviluppo di misure rilevanti di prevenzione e terapia” spiega l’OMS. In diversi Paesi, infatti, la dipendenza da videogame viene già trattata con apposite terapie. L’inserimento della patologia fra quelle riconosciute dall’Organizzazione, permetterà diversi passi avanti nella ricerca e nella cura di simili problemi, ad esempio attraverso la raccolta dei dati, l’elaborazioni di statistiche e trend, l’individuazione di metodi uniformi per la diagnosi e la cura. E, soprattutto, potranno essere definite linee guida per affrontare in maniera coerente il disturbo in tutto il mondo.