Green economy, la nuova frontiera dell’occupazione

Si sente ogni giorno di più parlare di green economy e di politiche sostenibili. Ma non sono solo parole e azioni in gran parte astratte. Si tratta, oggi, di una vera e propria occasione di carriera. Lavorano già in questo settore quasi 3 milioni di addetti, il 13,1% dell’occupazione complessiva, secondo dati recenti della Fondazione Symbola e di Unioncamere, GreenItaly 2017.

La figura del CSR manager

Soprattuto, emerge una figura professionale nuova e interessante. Si tratta del CSR manager, responsabile nelle imprese delle scelte e delle politiche di sostenibilità. Si tratta di un ruolo ancora poco diffuso e soprattuto poco conosciuto dai giovani universitari che pure sono particolarmente interessati ai temi della responsabilità sociale di impresa. Proprio per condividere informazioni sui percorsi formativi, prospettive e ambiti lavorativi della CSR, oltre oltre 200 giovani laureandi e neolaureati provenienti da tutta Italia hanno dato vita al CSRnatives, un network, creato da Koinètica e Andrea Di Turi nel 2015

I commenti di chi già opera nella green economy

“Entrato nella rete dei CSRnatives ormai più di tre anni fa, posso dire di essere un vecchio nativo – ha dichiarato ad Askanews Giovanni Martoccia, appartenente alla rete dei CSRnatives e oggi Sustainability Program Developer – L’entusiasmo contagioso di questo gruppo di giovani e meno giovani ha confermato che non ero il solo a credere in un mondo più sostenibile. Attualmente lavoro in SGS come Sustainability Program Developer. Grazie alla rete ho potuto approfondire tematiche di mio interesse e avere un continuo scambio con giovani e imprese che integrano la sostenibilità nella propria strategia. Siamo in ritardo sul futuro, diamoci una mossa!”.

Le capacità del CSR manager

Tra le tante capacità che un manager della  Corporate Social Responsibility deve possedere, ce ne sono cinque fondamentali. Si tratta di ascolto, dedizione, dialettica, disponibilità, engagement. Ecco in dettaglio, la specifica di ogni voce così come illustrato dalla nota: “Ascolto: indispensabile per raccogliere le informazioni dai responsabili dei vari settori aziendali e sintetizzarle in modo efficace nel Bilancio sociale dell’impresa. Ma anche per dare voce alle istanze delle diverse categorie di stakeholder nel piano di sviluppo strategico dell’azienda. Dedizione: fondamentale perché porta il CSR manager a rimboccarsi le maniche, a dotarsi degli strumenti giusti e non arrendersi finché raggiunge il risultato desiderato. Dialettica: convincere e coinvolgere i propri interlocutori con capacità di dialogo e di confronto è necessario per trasformare le idee in progetti concreti. Disponibilità: ovvero empatia verso l’interlocutore, una caratteristica imprescindibile per chi, come il CSR manager, deve interagire con soggetti diversi, i tanti stakeholder dell’organizzazione. Engagement: il CSR manager deve essere capace di coinvolgere sia il pubblico interno sia quello esterno all’impresa. L’engagement si traduce in impegno, affidabilità, fiducia, stimola l’innovazione, dà origine a conoscenze comuni, crea nuove opportunità”.

Dalla Mappa della sostenibilità a un appuntamento concreto

I CSRnatives hanno anche realizzato, sulla base di precise analisi in tutta Italia, la Mappa della sostenibilità in Italia: oggi include 500 imprese.  La Mappa della sostenibilità sarà man mano incrementata e sarà presentata il 2 ottobre 2018 a Milano, nella prima giornata de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale che si terrà all’Università Bocconi.