Il lavoro agile attrae i talenti. A che punto è l’Italia?

Il tema centrale nelle strategie aziendali, in Italia come in Europa, è l’adattamento agli stili di lavoro del futuro dettati dalla trasformazione digitale. Tanto che a oggi la metà delle aziende italiane ha introdotto lo smart working, e il 55,5% lascia decidere al dipendente quando iniziare e finire la giornata lavorativa, o sta pianificando di farlo. Il 44,4% invece predispone, o sta predisponendo, la possibilità di affidare al dipendente la scelta di dove lavorare.

Questo perché “Le persone sono il cuore pulsante dell’attuale trasformazione digitale – sostiene il vicepresidente Commercial Sales di Dell Technologies, Filippo Ligresti – e le aziende sono chiamate a trasformare il proprio workplace per attrarre, trattenere e permettere ai migliori talenti di esprimersi al meglio”.

Italia dietro la Francia, ma davanti alla Germania

La fotografia sul futuro del lavoro è stata scattata da Dell Technologies e VMware con una ricerca commissionata a Idc. Secondo Marco Fanizzi, vicepresidente Enterprise Sales di Dell Technologies, oggi “più del 45% delle imprese ha in programma un incremento degli investimenti relativi alla trasformazione del posto di lavoro nei prossimi 12 mesi”.

In particolare, per quanto riguarda lo smart working, l’Italia è dietro la Francia, dove il 56,36% imprese già lo adotta, e la Repubblica Ceca, con il 50,91%, ma davanti alla Germania (45,28%) e Spagna (42,86%).

Migliorare l’equilibrio tra vita lavorativa e privata dei dipendenti

In questo scenario il 46% delle imprese italiane ha adottato nuove policy di sicurezza, una percentuale leggermente al di sotto delle media europea (48%). Mentre, sul fronte degli obiettivi, secondo i risultai dello studio  l’Italia risulta ancora distante dagli altri Paesi Ue, riporta una notizia Ansa.

Solo per il 37% delle imprese italiane, poi, contro il 40% europeo, il miglioramento dell’equilibrio tra vita lavorativa e privata dei propri dipendenti è tra i principali obiettivi dei programmi di smart working. Un valore ben distante dai livelli di Spagna (53,57%), Germania (49,06%), e Inghilterra (47,46%).

Sicurezza, privacy e governance aziendale i timori che rallentano lo smart working in Italia

Molto più sentito, per le imprese nostrane, è invece l’elemento dell’efficientamento dei costi, che risulta prioritario per il 48% degli intervistati contro il 40% della media europea, si legge ancora nello studio.

Tra le barriere che rallentano l’adozione di progetti legati allo smart working in Italia lo studio rileva invece soprattutto i timori legati ad aspetti quali sicurezza, privacy e governance aziendale.