La prima colazione vale più di 10 miliardi di euro

Nel 2018 la produzione a valore dei prodotti usati per la prima colazione è stata di circa 10 miliardi e 440 milioni di euro. A promuovere la prima colazione come una buona abitudine non sono solo la comunità scientifica e gli esperti di nutrizione, ma anche l’industria alimentare. Una ricerca a cura dell’Osservatorio Doxa/UnionFood dal titolo Io Comincio Bene ha indagato le abitudini degli italiani appena svegli, scoprendo che l’88% di loro non rinuncia al primo pasto della giornata, il 2% in più rispetto a 6 anni fa. Accanto al calo dei breakfast skipper, coloro che saltano la colazione, passati dal 14% del 2013 al 12% del 2019, segnali incoraggianti arrivano anche dai 4 milioni di famiglie con figli under 14, di cui oggi ben il 98% fa colazione, contro l’88% di sei anni fa.

Aumentano i giovanissimi che “saltano” il pasto

Chi invece non ha ancora fatto propria questa abitudine sono i giovanissimi. Secondo la ricerca tra i 15 e i 24 anni il numero di chi salta il primo pasto della giornata è salito al 18%. Ma perché rinunciano? Per la difficoltà a mangiare appena svegli (29%), perché preferiscono consumare qualcosa a metà mattina (25%), perché ci si alza troppo tardi (16%) o per mancanza di tempo (15%).

Per chi la fa, comunque, la colazione è soprattutto in casa, riporta Askanews. Se nel 2004 erano il 70% oggi sono l’85% gli italiani che la fanno tra le mura domestiche, con un aumento del tempo dedicato a questo momento pari a 13 minuti, contro i 10 del 2013 e i 9 del 2004.

Un comparto in ottima salute

Il comparto della prima colazione mostra quindi segnali positivi. La biscotteria, ad esempio, tra fette biscottate e biscotti vari cresce a valore del +2,6% tra 2018 e 2017, le marmellate del 2,1% sul 2017, e il miele tocca 165 milioni di euro.

Quando si parla di prima colazione, tuttavia, non si possono dimenticare latte e yogurt, che mostrano un andamento altalenante. Secondo Assolatte il latte fresco, quello Esl e il latte a lunga conservazione (UHT) hanno chiuso il 2018 con un calo, con il fresco che ha evidenziato le perdite maggiori (-7,6% a volume e -6,6% in valore). Di contro, yogurt e latte fermentato mostrano una leggera ripresa (+0,7%) dei consumi, che nel canale Gdo arriva a 326mila tonnellate.

“Deve far bene, ma deve anche piacere, altrimenti l’industria non vende”

“Il nostro è un settore in salute che aiuta a stare in salute – commenta Marco Lavazza, presidente di Unione Italiana Food – e continuare a difendere ed esportare sani stili di vita è un nostro dovere”. Non solo una buona abitudine, dunque. La prima colazione, talvolta relegata al ruolo di cenerentola dei pasti, è anche un importante comparto dell’industria alimentare, che come ha ricordato il direttore generale di Unione italiana food, Mario Piccialuti, “deve tenere conto di piazzare sul mercato un prodotto che per sua definizione deve piacere al consumatore, deve far bene sì, ma deve piacere, altrimenti l’industria non vende”.